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laboratorio per il recupero di antiche canzoni popolari

30 Gennaio @ 20:30

Quando cantiamo canzoni che definiamo come popolari, normalmente cantiamo musiche e testi che risalgono al primo Novecento, o all’Ottocento, forse un poco prima, ma più indietro si va e più difficile è accedere alla fonte,  testo o musica nel tempo cambiano nel passaggio da cantore e cantore.

Quindi per quanto riguarda le canzoni che le persone cantavano nel Seicento e nei secoli precedenti, è grande la caligine che copre la possibilità di poterle tornare a cantare e suonare.

È vero che alcuni di questi pezzi sono confluiti nella musica che veniva reputata degna di venire stampata, o utilizzata come base melodica per nuovi pezzi d’autore: in questa maniera un po’ di musica c’è.

musica Compagni andiamoÈ anche vero che i libri di laude, fin dal loro apparire nel XIV secolo fino al Settecento e oltre, per poter far cantare persone che non sapevano leggere la musica, hanno da sempre contenuto melodie popolari con il testo però variato, per diventare di argomento religioso ed essere cantato nelle assemblee di credenti.

Grazie a tutti questi materiali, e confrontando le musiche sopravvissute a testi fortunatamente riportati in antologie, diari, lettere dei secoli scorsi, è in qualche maniera possibile allora cercare di ricostruire un piccolo repertorio di canti popolari antichi, rinascimentali o barocchi, o almeno cercare di avere un’idea di come suonassero: ed ecco titoli come La canzone dei galeotti, o Vezzosetta pastorella, e avanti così 🙂

La musica vive quando la si sente: ecco qui allora la proposta, un laboratorio corale aperto a tutti, che non intende sovrapporsi al lavoro vocale specifico dei partecipanti (se cantano in cori o da soli), ma proporsi come luogo dove poter apprendere e cantare questo repertorio al momento inedito o quasi, approfondendo tecniche vocali per rendere la propria voce la più efficace possibile.

Senza partiture, si impara sul testo con la ripetizione delle melodie.

All’unisono, niente polifonia – se qualche voce in più si vuole fare, con un po’ di guida si può improvvisare.

Vocale, niente strumenti: almeno per il momento, se si vuole assaporare il carattere antico del canto popolare, meglio affidarsi alle voci senza strumenti moderni.

musica Giù per la mala viaLa mia proposta è di studiare insieme questo repertorio da me approfondito, dando criteri della tecnica vocale migliore per cantare liberi, naturali, appoggiati, ben fusi con gli altri.

E non da soli, ma in un gruppo speciale, Fortuitus, ‘casualmente’, perché non chiederò mai la presenza assidua alle prove: se dev’essere un piacere, si viene quando si ha piacere; ci si affida alla sorte per chi ci sarà quella sera – siamo tutti oberati da obblighi e impegni, vorrei che i (pochi) appuntamenti di Fortuitus fossero momenti di piacere nel canto comune senza ansia da prestazioni.

 

 

INFO

Dettagli

Data:
30 Gennaio
Ora:
20:30
Series:

Organizzatore

Fortuitus

Luogo

Sala Polifunzionale di Villa Monga
via Sandro Baganzani, 11
Verona,
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