È spesso sulla bocca di tutti ma ancora tanti non sanno bene di cosa tratta. Abbiamo chiesto a Cinzia
Bertani, coordinatrice del Centro Servizi per il Volontariato, di spiegarci il Terzo settore, punto per punto.

Illustrazione di Valeria Poli

Cosa si intende per enti del Terzo settore, allaluce della riforma?

Gli enti del Terzo settore sono organizzazioni di varia natura senza scopo di lucro che esercitano attività d’interesse generale e d’utilità per le comunità: interventi socio-sanitari, assistenza agli anziani, ai minori, ai migranti, ai senza dimora. Anche interventi in ambito ambientale, di grande attualità oggi. Oppure organizzazioni che si occupano di attività culturali, diformazione, di ricerca scientifica. In generale la riforma del Terzo settore indica 26 aree d’interesse generale in cui gli enti possono operare.

Qual è, secondo lei, la caratteristica più innovativa di questa riforma. Il vero cambiameto, se c’è?

Questa legge, per la prima volta in Italia, riconosce da un punto di vista giuridico l’esistenzae l’unitarietà del Terzo settore. È una sorta di riconoscimento formale del suo valore oltre che la definizione del quadro giuridico omogeneo all’interno del quale tutti gli enti devono operare.

È un segnale importante…

Assolutamente sì. Il Terzo settore ha, e l’ha sempre avuto, un ruolo fondamentale nei servizi, nell’economia, nella vita sociale, culturale del nostro Paese. Non aveva però il riconoscimento giuridico unitario e questo rendeva la vita degli enti molto difficile, soprattutto considerando l’accavallarsi di norme civilistiche e fiscali che ne regolavano il funzionamento. Invece, con la riforma tutto starà dentro un unico codice. Il Terzo settore esisteva prima ed esiste adesso, però l’obiettivo era di dargli unità e dignità e una regolamentazione unica, pur nel rispetto delle differenze che esistono tra i vari enti.

Come Centro di Servizi per il Volontariato,quali sono le iniziative che avete in serbo per il 2020?

Il Centro di Servizi per il Volontariato di Verona ha, come obiettivo, da un lato promuovere il volontariato, dall’altro accompagnare e sostenere le associazioni che operano sul territorio e enti del Terzo settore e volontari. Il CSV è un luogo nel quale cerchiamo il più possibile di dare ascolto ai volontari: qui il focus èproprio sui volontari. Per noi è un aspetto fondamentale. In questo periodo storico,tanti sono i cambiamenti in corso e non possiamo restare fermi. Urge il bisogno discoprire come si vedono i volontari e che cosa vorrebbero quando si parla di promozione del volontariato.

Quest’autunno, con noi di Salmon Magazine, avete realizzato un tour a Verona eprovincia per incontrare le associazioni del territorio e ascoltarle: che cosa ne hai ricavato?

Questa operazione di 10 incontri sui territori ha fatto riflettere molto anche noi. Sicuramente ne faremo altre di questo genere, perché riteniamo assolutamente importante il confronto diretto e l’ascolto. C’è sicuramente la conferma che l’aspetto che accomuna chi fa volontariato, in un modo o nell’altro, è il guardare oltre se stessi, la voglia di fare qualcosa che va oltre l’io.

Cosa è cambiato negli anni?

Le condizioni per fare volontariato. La disponibilità di tempo, la condizione economica, la stabilità del lavoro sono cambiate. Per cui se una parte del volontariato ha potuto contare per tanti anni su neo-pensionati, che magari facevano volontariato anche mentre lavoravano e che poi si sono dedicati alla causa al 100%, i giovani oggi hanno meno tempo, sicuramente meno stabilità lavorativa, meno stabilità economica. Il volontariato cambia con il cambiare della società. Può risultare più difficile oggi dare disponibilità costante, in termini di tempo e di risorse. In parallelo è anche vero che sui temi che li appassionano, anche i giovani sanno trovare sia tempo che costanza. Il volontariato rimane secondo me una fonte importante di apprendimento e di realizzazione per i ragazzi. Attenzione, però: la riforma sottolinea che il volontariato è gratuito. Ma le opportunità alternative non mancano: pensiamo al servizio civile che è un modo per avvicinarsi a un settore che interessa, ricevendo un compenso mensile dallo Stato.