Salmon Hot – Episodio 2 – Vulva o Vagina?

Seconda puntata di Salmon Hot, una collaborazione tra Se4SexEducation  e Salmon Magazine in cui affrontare tematiche legate alla sessualità con competenza e spirito salmonico!

Carissima Zia Salmona, come avrai visto anche tu c’è un po’ di confusione tra i Salmoni… ma anche le Salmone spesso fanno confusione: vagina, vulva, clitoride… Oddio quanta roba!

Eh sì, anche dal sondaggio (pubblicato la settimana scorsa sui social) qualcuno/a pensa che vulva e vagina siano la stessa cosa.  

Urge ripassino!

Metto la divisa da Sessuologa allora e impegnamoci a capirne un po’ di più, se non per voglia di conoscenza, almeno per capire dove siano posizionati i punti del piacere, che la scusa del “ah non lo sapevo” non va più di moda!

Pronti?

Iniziamo con il dire che i genitali femminili si suddividono in:

organi esterni (vulva)

organi interni (vagina, utero, tube, ovaie)

Eh sì, avete letto bene: vulva e vagina sono proprio due parti differenti!

La Vulva poi a sua volta è costituita da diverse parti:

il monte di Venere, un cuscinetto adiposo posto sopra il pube e ricoperto di peli dopo la pubertà;

le grandi labbra, pieghe della pelle, anch’esse ricoperte di peli;

le piccole labbra, pieghe cutanee più interne;

il/la clitoride, un piccolo organo posto nella parte superiore della vulva, ma non è solo ciò che vediamo: quest'organo meraviglioso è costituito infatti da strutture più profonde (dite la verità: molti di voi non lo sapevano!);

il meato uretrale, orifizio dal quale esce l’urina (eh sì, so che questo per alcuni/e di voi è uno shock: pipì e sangue mestruale escono da due buchini diversi), posto sotto al clitoride;

l’imene, una membrana che chiude in maniera parziale l’ingresso della vagina.

Vi siete persi/e? No dai… C’è ancora da leggere!

Ed ecco qui la Vagina:

Il canale che mette in comunicazione vulva ed utero. Essa presenta una parete anteriore, una parete posteriore, due margini, una cupola vaginale. E’ costituita da una mucosa che ricopre uno strato di muscolatura. E’ formata da numerose pieghe che le permettono di allungarsi ed allargarsi (ed adattarsi perciò facilmente a qualsiasi cosa entri… ).

Ma l’apparato femminile non si ferma qui (voi Salmoni starete pensando “complicate anche qui! “… io direi piuttosto “meravigliosamente complesse”).

C’è infatti l’utero, cioè l’organo che accoglie la gravidanza e che comunica con la vagina nella parte inferiore (collo dell’utero); le tube di Falloppio, condotti lunghi 12/13 cm (uno a destra ed uno a sinistra) che collegano l’utero con le ovaie, due ghiandole a forma di mandorla situate appena sopra l’utero. Esse hanno una funzione riproduttiva ed endocrina (secernono gli ormoni sessuali femminili).

È bene ricordare però che ogni donna è unica: infatti l’apparato genitale femminile si differenzia da donna a donna, nelle forme e nei colori ed è importante saperlo e ricordarlo, per non convincersi erroneamente di avere qualcosa di sbagliato o di strano.

Ancora qualche dubbio in merito? Allora un piccolo consiglio!

Alle Salmone suggerisco di guardarsi con uno specchio: conoscere i propri organi genitali esterni è sicuramente utile ed importante!

Per voi Salmoni invece imparate ad osservare un po’ di più prima di correre al traguardo: i punti del piacere possono essere davvero tantissimi!

Troppe informazioni? Forse sì… allora per approfondire la clitoride (ancora per molti sconosciutissima!) ci aggiorniamo alle prossime richieste di Zia Salmona!


Hidden Verona - Centro Storico: Apart

Apart lo trovate nel contesto meraviglioso di via Santa Maria in Chiavica, in equilibrio tra il caotico centro e la tranquilla Sottoriva : una miniera di stile e di chicche per vestire il vostro occhio. Ma non solo stile infinito, anche passione e simpatia. Fuori gli occhiali e buona lettura!

Da quanti anni siete aperti e perchè
proprio qui?

Siamo aperti da più di tre anni, il negozio di ottica più recente a Verona, siamo dei giovincelli. Abbiamo delle idee che in realtà ho maturato nel corso di tanti anni di esperienza, sono ormai più di 30 anni che lavoro nel settore. Il negozio è nuovo, fresco, ma il concept è maturato negli anni.

Il centro è un ambiente molto difficile in cui sopravvivere, bisogna reinventarsi e avere dei valori forti. Uno di questi è il riuscire ad offrire una selezione che vada incontro ai gusti del cliente, perchè oggi siamo abituati a trovare tutto sul web. Qui da voi è un valore che si respira da subito, ti riconosci in questo?

Si assolutamente, noi dedichiamo tantissimo tempo alla ricerca ed alla selezione. È la base del nostro lavoro: tramite la ricerca riusciamo a proporre un mix di prodotto che va dalla nicchia ad un prodotto di buon gusto, raffinato ma molto richiesto. Il nostro successo è dovuto proprio al fatto di riuscire a selezionare alcuni prodotti alternativi, che hanno però una riconoscibilità e fruibilità marcata, insieme a prodotti più “facili”, di fascia anche più bassa di prezzo. Trovare tutto questo in un negozio solo non è scontato ed è stata la nostra scommessa: è molto stimolante perchè è un' evoluzione continua, bisogna fare delle scelte ed avere il coraggio di portarle avanti.

Cercando a priori di accontentare tutti non si riesce a creare un'identità: con un po di coraggio ho ridotto i fornitori e ho fatto delle scelte, credendo nella mia idea e portandola avanti coerentemente. In questo modo i clienti che le pensano come te ne riconosceranno il merito!

La scelta della location è stata casuale, dettata dalla fortuna o mirata?

Volevamo un
negozio particolare, che avesse un sapore di antichità ed i segni
del tempo, in una zona centrale ma leggermente defilata. Per un colpo
di fortuna un amico ci ha informato che l'antiquario qui in via Santa
Maria in Chiavica stava chiudendo ed eccoci qui. É arrivato un po'
per caso ma rispecchia la nostra idea!

E invece l'aspetto di design,
arredamento e la cura delle vetrine fa sempre parte delle tue
passioni?

Fa tutto parte
delle mie idee e delle mie passioni. Nel progetto mi ha seguito un
architetto di fiducia, ma le linee guida le ho date io: è stato
difficile programmare l'impianto luci, perchè volevamo un locale un
po' in penombra, un po' buio. A lavoro terminato abbiamo dovuto
raddoppiare le luci, perchè sul ripiano di antracite non si vedevano
gli occhiali!

Da un lato c'è un
mio desiderio di andare controcorrente per quel che riguarda la
rappresentazione standard del prodotto, dall'altro però questo
desiderio deve legarsi con la visibilità del prodotto.

Un'ultima domanda: perchè secondo
te gli occhiali sono così importanti per le persone?

Beh, prima di
tutto c'è da fare una distinzione tra occhiali da vista e da sole.
La vista è una necessità, è un senso primario che bisogna
tutelare; se da vedere discretamente puoi vedere anche meglio, grazie
ad un trattamento antiriflesso speciale, una protezione supplementare
ed un'accuratezza di montaggio superiore alla media, il risultato è
che l'occhiale ti fa stare bene.

L'occhiale da sole
invece è un acquisto più impulsivo, dettato a seconda dei casi
dalla necessità o dalla moda: può essere il desiderio di avere uno
stile proprio, di apparire in un determinato modo.

La vista è un
bene primario che possiamo trasformare in qualcosa di più, un
accessorio bello, originale e ben costruito.


SalmOnTour - La settima settimana in cui Salmoney fa outing e si dichiara colto

MARCELLO A.K.A. Salmoney

...è la nostra punta di diamante, talpa e investigatore dell'underground associativo veronese. Il suo lavoro è incontrare e conoscere le associazioni, il suo motto è "o nella rete Salmon o in quella del pescatore e riempimi il gotto", patito di cicche e balon è il salmone che non dorme mai.
Con la sua Panda-razzo del 2004 sta venendo a conoscervi, anche foste sulla luna.  

vuoi incontrare salmoney?

"Il linguaggio è un traditore, un agente segreto doppiogiochista che scivola inavvertito tra un confine e l’altro nel cuore della notte. È una pesante nevicata su un paese straniero, che nasconde le forme e i contorni della realtà sotto un manto di nebuloso biancore. È un cane azzoppato, che non riesce mai a eseguire correttamente gli esercizi richiesti. È un biscotto allo zenzero che, lasciato a inzupparsi per troppo tempo nel tè dei nostri auspici, si sbriciola, si dissolve, diventa niente. È un continente perduto".

Prendo spunto da questo straordinario stralcio di Jonathan Coe per comunicare la profonda stima che nutro per le le realtà sociali che ho incontrato e che le parole spesso fanno fatica a esprimere.

CIR, Centro Italiano dei Rifugiati, che nell'odierna difficoltà, emergenza e diffidenza difendere i diritti dei rifugiati e dei richiedenti asilo; Aribandus Cooperativa Sociale, che svolge prevalentemente attività educative, sociali e pedagogiche, ma anche formative e di ricerca, con l’intento di promuovere nel proprio territorio attività sociali rivolte alla comunità; Energie Sociali Cooperativa Sociale ONLUS, che opera nella provincia di Verona per promuovere la qualità integrale della vita delle persone, con maggior attenzione a chi è più vulnerabile ed emarginato; Reverse Impresa Sociale, che concepisce, progetta e realizza allestimenti e arredi in maniera etica e ecosostenibile; Associazione Monastero del Bene Comune, un luogo dove la pace e la spiritualità sono un tutt'uno con il meraviglioso ambiente circostante.

Che incontri illuminanti, che carica di ottimismo e speranza nel futuro... E le persone, che grande cuore che hanno!

Stai sveglio, staysalmon.

vostro,

Salmoney

 


Hidden Verona – Centro Storico: Butcher

Dove un tempo lontano, da sembrare in effetti il medioevo, viveva il fumoso Camelot Pub, oggi, dopo una profonda sgrassata, trovate Butcher, un curioso mix tra macelleria e ristorante. Prodotti al top della qualità con il focus sul consumo responsabile.

(tutte le foto esclusa la prima, sono copyright di Butcher e presenti sul sito http://www.butcher-verona.com/)

Quando ha inizio l’avventura di Butcher?

Abbiamo aperto nel novembre 2016 poco più di due anni fa.  Butcher nasce da un’idea di far qualcosa di nuovo in questa città. Un luogo in cui mangiare dell’ottima carne, proveniente da animali rigorosamente cresciuti al pascolo e  non provenienti da allevamenti intensivi. Un tassello di partenza imprescindibile se si punta ad offrire un prodotto di qualità.

L’idea è collegata ad una tua passione?

Nasce da una passione del vecchio chef che era qui quando ho aperto.  Mi ha “contagiato” con questa sua visione di carne di altissima qualità e da lì è nata l’idea di aprire Butcher. Poi quando lui è andato via a luglio 2017 io e Iulio (l’attuale chef) abbiamo rinnovato questa linea non perdendo mai il focus dalla qualità e stando costantemente alla ricerca di carni nuove da proporre e da far conoscere ai nostri clienti.

Ed è sia ristorante che macelleria?

Assolutamente sì. Una persona può comprare e portare a casa i tagli delle carni. È nostra premura in questo caso dare anche i suggerimenti per la cottura.

Tu sei di Verona?

Io sono campano, ma vivo qua da 24 anni, quindi in realtà mi sento e sono veronese.

Allora sai sicuramente cosa c’era qui prima di voi...

C’era il Camelot, posto simbolo di Verona. È stato chiuso per 10 anni e poi lo abbiamo ripreso e ristrutturato completamente. È stato il primo locale che abbiamo visto nella nostra ricerca, subito ci siamo detti: “No, c’è da spendere troppo per metterlo a posto”. La nostra ricerca è durata un anno, ce lo hanno riproposto, nel frattempo lo avevano pulito (ride) e alla fine lo abbiamo preso. Il pavimento era nero dalla sporcizia, noi pensavamo che una volta pulito fosse grigio, in realtà il colore era rosso. C’erano tre dita di sporcizia (ride).

Negli ultimi anni si sono diffusi vegetarianesimo e veganesimo. Credi che uno dei motivi sia anche dato dalla diffusione di una qualità sempre più bassa della carne?

Abbiamo avuto dei vegetariani qui, in particolare uno che non mangiava carne da 10 anni, è venuto con degli amici, l’ha provata e ha detto che questa carne vale la pena di esser mangiata. Sono animali che vivono al pascolo, non sono stretti in gabbia, non assumono medicine per ingrassare e ingrossarsi, ma conducono una vita sana e tranquilla. A questo come già ti dicevo non rinunciamo.

Secondo te la gente va educata alla qualità o già riconosce questo valore?

La gente è abituata a mangiare carne a prezzi bassi, ma non sa ciò che mangia realmente. Una volta entrati qui bisogna capire che è qualcosa di diverso, è una carne che ha una concezione diversa, con un’altra qualità e un altro prezzo che però quando la si mangia si sente il gusto reale. Oggi la carne è piena di medicinali, di acqua. Questo ha fatto perdere di vista ai consumatori il suo vero sapore.


SalmOnTour - La sesta settimana in cui Salmoney pensa al letargo ma non può!

MARCELLO A.K.A. Salmoney

...è la nostra punta di diamante, talpa e investigatore dell'underground associativo veronese. Il suo lavoro è incontrare e conoscere le associazioni, il suo motto è "o nella rete Salmon o in quella del pescatore e riempimi il gotto", patito di cicche e balon è il salmone che non dorme mai.
Con la sua Panda-razzo del 2004 sta venendo a conoscervi, anche foste sulla luna.  

vuoi incontrare salmoney?

Siamo a fine Ottobre, e il caldo estivo ormai è un ricordo: come può fare il freddoloso Salmoney a resistere alle intemperie imminenti? Per fortuna si scalda il cuore ascoltando le esperienze e l'impegno di realtà incredibili: Cini Italia Onlus, che ha l’obiettivo di sostenere il Child In Need Institute (CINI) India, un’organizzazione non governativa fondata a Calcutta nel 1974 per intervenire sulla grave situazione sanitaria e nutrizionale di donne e bambini poveri; Opificio dei Sensi, una cooperativa sociale alle Ferrazze, immersa nel verde, che aiuta l'inserimento lavorativo di persone svantaggiate e organizza una miriade di attività di intrattenimento, grazie anche allo squisito ristorante vegano; Slow Food Verona, la cui attività di sensibilizzazione della cultura eno-gastronomica, della biodiversità e dell'agricoltura sostenibile è portata avanti con inesauribile energia dalla condotta di Verona; AVIS Provinciale di Verona, che da 60 anni sostiene l'importanza della donazione del sangue a chi ne ha più bisogno. Un gesto tanto semplice quanto sorprendente, grazie ai 21000 donatori che ogni anno  a Verona e Provincia fanno un gesto di  solidarietà davvero ammirevole e disinteressato. Ma come si fa a dormire in questo splendore?

Stai sveglio, staysalmon.