Terracotta: Gastronomia Vegetariana in Veronetta
Proseguendo nel nostro intento di conoscere e far conoscere le realtà che popolano il quartiere di Veronetta, siamo andati a fare due chiacchiere con i proprietari della bottega Terracotta, che da poco più di un anno propongono una sfiziosa gastronomia vegetariana.
Per cominciare...Chi è della coppia che cucina?
Lui fa tutte le cose golose, focaccia, pane, la maggior parte dei dolci. Io invece le zuppe, polpettine, involtini. Siamo una coppia sposata, io di Bolzano, lui di Verona; ho studiato scienze dell' educazione e pedagogia qui a Verona, poi ho deciso di essere una pedagogista gastronomica.... c'est a dire, educare attraverso il cibo. Lui metodico, io creativa. Un mix perfetto.
Com è che avete deciso di intraprendere quest' attività?
Io lavoravo come educatrice in comunità, avevamo già una bambina ed io mi sono licenziata; lui era scontento del lavoro e quindi abbiamo cercato di realizzare questo piccolo sogno: preferisco questo mestiere perchè è più ritmico, è un lavoro di relazioni, la gente entra e sorride, è contenta, e questo nei nostri lavori precedenti non sempre accadeva, non è scontato insomma.
E quindi avete aperto questa....? come la descrivereste?
Bottega gastronomica di quartiere: sta diventando un piccolo punto di riferimento a Veronetta. L' idea è che noi facciamo da mangiare come ci piace mangiare. Come scritto sulla mappa di Salmon siamo una Gastronomia vegetariana, qui non si trova carne; nonostante questo, di turisti ne sono venuti parecchi! Direi che la mappa ha funzionato, addirittura quando la propongo ai clienti mi dicono che ci hanno trovato grazie a quella!

In che modo selezionate prodotti e fornitori?
Non è una scelta facile, noi comunque prendiamo decisioni in base alla qualità del prodotto: prima di aprire abbiamo conosciuto i ragazzi della Folaga Rossa, orticultura ecologica nel parco dell' Adige, che ci forniscono la verdura e la farina. L' olio, ad esempio, lo prendiamo da un nostro cliente siciliano: non è certificato, ma è buono e noi ci fidiamo: ecco, quando si tratta di selezionare i prodotti noi preferiamo la fiducia ad una certificazione bio.
Quindi la vostra bottega non è esclusivamente bio?
No, perchè il bio non è necessariamente il prodotto migliore. Non abbiamo solo biologico: ad esempio il riso è di una piccola azienda di Biella, proviene interamente dai loro campi e non è certificato. La denominazione bio è un po' una cavolata, qui in Italia sembra quasi una mania; oltretutto la legislazione bio tollera l' utilizzo di alcune sostanze dannose. Per esempio la farina biologica può essere trattata con alcuni additivi nocivi; la farina che utilizziamo noi non è certificata, ma paradossalmente è molto più sana!
Parliamo dei vostri piatti: il cliente cosa può acquistare?
Al momento, qui si possono acquistare solo piatti preparati da noi, non i prodotti confezionati; in un futuro prossimo si, siamo in attesa di un ulteriore licenza. C'è anche il posto per mangiare qui, siamo aperti dal lunedi al sabato dalle 8.00 alle 15.00.

Ma quella è farinata? E il bestseller?
Farinata di ceci, ce l' ha insegnata un amico che ha un ristorante di cucina genovese a Montorio poco prima dell' inaugurazione: è piaciuta, ed ora la facciamo tutti i giorni. I bestseller? In tanti mangiano la zuppa, gli zaletti veneti ed i muffin.

Siete felici? E i conti tornano o si fa fatica?
Si, un' altra vita. Bella gente, è una buona vita. Facciamo tutto insieme, prima non ci vedevamo mai; anche la piccola Maria, che ha compiuto da poco 3 anni, viene qui spesso. Alla mattina silenzio e concentrazione, poi lavoriamo con la radio perennemente accesa! Ormai siamo insieme 24 ore al giorno, ma siamo felici e sereni. I ritmi sono impegnativi, si comincia presto ed alle 21 crolliamo a letto! Per quanto riguarda i conti, li facciamo tornare: bisogna sapersi accontentare, il nostro scopo non è il massimo guadagno, ci piace pensare di rimanere una piccola realtà.
Intervista all' Ettogrammo
Seguendo il nostro intento di conoscere e far conoscere le realtà che negli ultimi anni hanno popolato il quartiere di Veronetta, siamo andati a fare due chiacchiere con il proprietario dell' Ettogrammo, un negozio di prelibatezze alimentari con una particolare vocazione ecologica: non c'è alcun packaging in plastica.
Che cosa fai nella vita e che cos'è l'Ettogrammo? Come ti è venuto in mente di aprire questa impresa? Come è partito e cosa vorresti che diventasse?
Vivo a Verona da 6 anni, da quando mi sono trasferito per amore, ma sono toscano, della Val di Chiana. Dopo diverse esperienze all'estero, dove la sensibilità ai temi ambientali è alta, ho dovuto reinventarmi in una nuova città che inizia ad essere sempre più attenta alle buone pratiche. Così è nata la voglia di portare qualcosa di nuovo a Verona che non fosse un semplice negozio o locale, ma un vero e proprio stile di vita.
Il risultato è Ettogrammo, una bottega che guarda al futuro con pratiche vecchio stile, per avvicinarsi a una alimentazione sana e un approccio meno consumistico nel fare la spesa: trovi cereali in grani e fioccati per la colazione, frutta secca e disidratata, legumi, farine, erbe aromatiche e spezie, semi, pasta, biscotti... tutto l'occorrente per un'alimentazione equilibrata e di qualità.
Si compra solo la quantità desiderata, a peso, senza dover fare scorte inutili, quindi senza packaging nel rispetto dell'ambiente già soffocato dai rifiuti plastici, e soprattutto i prodotti non provengono da agricoltura massiva industriale, ma possibilmente da piccoli produttori italiani, garantendo una qualità migliore e senza sfruttamento dei lavoratori (spesso sottopagati anche dai colossi del bio).
Lo scopo è quindi quello di riappropriarsi di un stile di vita più umano, e una spesa "sostenibile", che non agevoli i colossi ma i piccoli produttori ormai schiacciati dalle richieste della GDO e che garantisca ai consumatori un prodotto sano e di qualità.
Vorrei che Ettogrammo diventasse la classica bottega di quartiere dove il contatto umano ha anche una funzione sociale, a differenza dell'anonimato e la freddezza dei supermercati e dei centri commerciali; un punto di riferimento non solo per chi è già convinto, ma un po' per tutti, anche per gli scettici.

Perché a Veronetta e non in pieno centro storico?
Ammetto di aver pensato inizialmente al centro storico...A parte il costo degli affitti decisamente proibitivo, accessibile solo alle grandi catene e insostenibile per i piccoli esercenti che come me provano a creare qualcosa di nuovo con solo le loro forze, il quartiere ti da quell'aspetto umano di cui parlavo sopra, che non avresti in centro storico dove i turisti vanno e vengono, sono solo numeri. Veronetta in particolare è il quartiere che più mi rispecchia di Verona, nel cuore della città ma fuori dal caos turistico, dove trovi un po' di tutto, sia come persone che come negozietti e locali che negli anni stanno nascendo.
Com’è stata la risposta delle persone?
All'inizio c'è stata molta più curiosità di quanto immaginassi, la gente voleva proprio capire come funziona questa spesa a peso alla quale ci siamo disabituati, attratti dai sacchi e dai vasoni, dall'odore di spezie e dalla possibilità di comprare tante cose diverse, anche sconosciute perché tanto ne puoi prendere quanto vuoi. Ora ci sono i fedelissimi che portano i loro stessi contenitori per fare la spesa, anche se sicuramente i ritmi della vita moderna non si conciliano molto con il concetto del negozio, ma per fortuna c'è sempre maggiore consapevolezza.

Apparentemente potrebbe far storcere il naso che, pur risparmiando sul packaging, si arrivi, invece, a spendere anche di più che in un normale negozio di alimentari. che cosa rispondi a chi alza queste critiche?
A parità di tipologia e qualità di prodotto, comprando sfuso si abbatte il costo del packaging, è vero. Ma paragonare i prodotti e i prezzi di Ettogrammo a quelli del supermercato è come paragonare un prodotto artigianale a uno industriale... non c'è paragone nel prezzo e tanto meno nella qualità. Se scelgo di abbandonare il packaging per motivi di sostenibilità ambientale, non posso scegliere un assortimento di prodotti sfusi che provengono da agricoltura massiva industriale (gli stessi del supermercato ma semplicemente senza confezione) perchè sarebbe un controsenso: si rispetta l'ambiente riducendo la plastica, ma non ci si preoccupa dei metodi di produzione che danneggiano l'ecosistema (e la salute). Come ho detto prima, i miei fornitori non sono gli stessi della GDO: i n alcuni casi si parla di prodotti con presidio Slow Food, inevitabilmente più costosi, mentre in altri casi, dove l'incidenza del costo del packaging è davvero molto molto elevata (come ad esempio per le spezie) il prezzo è effettivamente più basso del supermercato, solo che non abbiamo l'abitudine di controllare il quantitativo contenuto nelle confezioni, a volte ingannevoli. In altri casi ancora, i fornitori sono piccole realtà che producono quantitativi bassi che raccolgono personalmente (addirittura per alcuni prodotti particolari anche a mano!) e che fanno i conti con i raccolti magri a causa del maltempo e dai cambiamenti climatici... chiaramente il prezzo non può essere lo stesso di chi coltiva monocolture con grandi macchinari per il raccolto, pesticidi e fertilizzanti per ottenere grossi quantitativi e ricorre a manodopera sottopagata per essere competitivo.
Per fortuna c'è sempre più consapevolezza nell'acquisto di alimenti: se siamo disposti a pagare un prezzo maggiore per la carne dell'allevatore di zona perchè sappiamo che quella del supermercato proviene da allevamenti intensivi, dovremmo aspettarci che lo stesso ragionamento valga anche per legumi, cereali e tutto il settore agricolo.
Se fossi Sindaco di Verona, o anche solo Assessore alla Cultura, che cosa faresti nei primi 100 giorni?
Interverrei sulla viabilità del centro storico e delle zone limitrofe: troppo traffico in strade piccole e aria irrespirabile stanno diventando spesso normalità, riducendo la vivibilità delle zone più belle della città. Inoltre rivaluterei Piazza Isolo, al momento un po' abbandonata a se stessa, e altre zone adiacenti il centro, includendoli in alcuni itinerari delle grandi manifestazioni veronesi che a volte soffocano zone ad elevata affluenza turistica, costringendo i cittadini stessi ad evitare il centro.
The Kitchen - cucina canadese in Veronetta.
Seguendo il nostro intento di conoscere e far conoscere le realtà che negli ultimi anni hanno popolato il quartiere di Veronetta, siamo andati a fare due chiacchiere con la proprietaria del ristorante The Kitchen, che è canadese e che ha portato una cucina a noi sconosciuta.
Ciao Chris, Quanto tempo è che sei a verona?
Sono arrivata trentun anni fa…
Parliamo del locale, come ti è venuto in mente di aprirlo?
Semplice, cucinare è da tanti anni la mia passione e poi ho fatto diversi lavori nella ristorazione già quando ero a Vancouver e poi a Verona. Quando i miei figli sono diventati grandi e indipendenti ho pensato che fosse il momento giusto.
Quindi prepari tutto te?
Sì, tutto quanto dall’inizio alla fine tranne il pane.
Da quanto tempo esiste The Kitchen?
A dicembre saranno due anni. E solo adesso inizio a capire come stanno girando le cose. La zona sta crescendo molto ma stanno anche nascendo molte attività che fanno concorrenza di alto livello.
Tu fai pranzo o cena?
Colazione e pranzo. E proprio questo inverno abbiamo deciso di aprire una sera al mese: per Novembre sarà sabato 25. Poi, di mese in mese, annunceremo sulla nostra pagina Facebook e sul sito la data, ma tendenzialmente credo che sarà il 3° sabato. Inoltre, un successone è il brunch che proponiamo ogni prima domenica.

L’idea di promuovere la cucina nord americana è geniale, in Italia abituati come siamo alle nostre prelibatezze, non pensiamo mai possa essere una
cucina interessante...
Verissimo, e invece è proprio così: la cucina tradizionale canadese è molto buona, anche se molti pensano ancora che in america si mangi solo da McDonald. Io sono cresciuta con mia mamma che cucinava sempre tutto in casa: da zuppe a ottimi dolci, stufati e brunch pieni di piatti buonissimi…
Che sostanzialmente è quello che si trova a The Kitchen, no?
Esatto!
Il locale è in una zona molto bella di Verona, ma ti manca il Canada?
Sì molto, Verona è di certo molto carina. Vancouver però è piena piena di verde e di parchi. Avete quella bellezza storica che apprezzo tantissimo, mi manca molto la mentalità con cui vengono fatte e gestite le cose in Canada. Anche per aprire questo locale la burocrazia è stata molto pesante. Credo che questo problema, comune a tutti, disincentivi l’entusiasmo di chi vuole intraprendere nuove attività imprenditoriali ed è un vero peccato.

Follow Mercutio - La mappa di Veronetta
Veronetta.
Sinceramente? Il quartiere più figo di Verona. Secondo il nostro modestissimo e sindacabilissimo parere.
Follow Mercutio
Tutti conoscono Verona per Romeo e Giulietta.
Nessuno prende in considerazione tutti quei viventi che provano a contribuire alla città con iniziative dell'oggi, non dell'altro ieri.
È per questo che noi stiamo dalla parte dei Salmoni, quelli che vanno controcorrente, e di Mercutio, lo sfigato, amico di Romeo, che ci ha pure perso le penne...
Perché?
1. attaccato al centro storico ma lontano, al momento, dal quel grosso e grasso parco divertimenti impersonale in cui si sta trasformando.
2. sede dell'università di Verona: 25.000 giovani che potenzialmente potrebbero animare la zona.
3. ghetto degli immigrati, ovvero migliaia di persone che ancora sanno e vogliono vivere la piazza e le strade. Con i loro colori, le loro storie, i loro odori e le loro differenze. Quartiere pulsante, no quartiere dormitorio, che ogni giorno ti porta in viaggio in un angolo diverso del mondo. Ogni giorno è festa, ogni giorno è un transoceanica nelle vie di Veronetta.
4. affitti (abbastanza) bassi = terreno di conquista di creativi squattrinati = le iniziative più contemporanee, i locali più diversi, le menti più folgorate hanno trovato pane per i loro denti qua in Veronetta.
5. con l'arrivo di AirBnB è anche diventato punto di approdo per i backpackers da tutto il mondo. Tanti sono gli americani, gli australiani, i sudafricani e i nord europei giovani che dormono e trafficano le vie di Veronetta.
Problema
Ancora in pochi, soprattutto tra i veronesi, la conoscono. Etichettata e presentata come quartiere pericoloso, sporco e malfrequentato, in pochi conoscono questo lato della città. Anzi, se ne tengono proprio lontani; ed è un peccato.
Perché la realtà è diversa e l'unico modo per capirlo ed apprezzarlo è camminare tra le strade di Veronetta.
Soluzione
Questo il motivo per cui abbiamo pensato ad una mappetta. Soluzione vecchia come il cucco ma, proprio per questo, ancora funzionale e di facile fruizione. Al suo interno abbiamo inserito le realtà e iniziative più interessanti del quartiere. SECONDO NOI, sub-umani passibili di opinioni opinabili e correggibili.
La stampa e le lavorazioni per realizzarla sono state auto-finanziate da chi ha voluto. Chi non ha voluto c'è ed è segnalato sulla mappetta tanto quanto gli altri.
Scarica qua la mappa in digitale
Dove
La si trova in tutti i punti che sono segnalati.
Qua la lista:
7 Libre
8 Casa del raviolo
9 I Preti
11 Cañara
12 Celtic pub
13 La Giarina
15 Du schei
16 Libre art
20 Bicicaffè
22 D-HUB
23 Terracotta
24 AlBacaro
25 La cantina de santa toscana
27 Da morandin
28 Ai osei
29 Rocket Radio
31 Corinna ferrarese
32 È cucina
33 Isolo 17
34 Ivonne Sthandier
35 Deposito A
36 Dolci colori
37 Lo speziale
38 Malacarne
39 Arca di Noè
40 Fuoricorso
41 The Kitchen
43 Tabulè
45 Chesini
Se chiunque altro volesse ospitare e distribuire la mappa, sia in inglese che italiano, basta che ce lo faccia sapere a questo indirizzo:
redazione@salmonmagazine.com
Hidden Verona: Osteria a la Carega
A la Carega | via Cadrega 8 | 37121
Osteria e noleggio bici / Osteria and bike rental
Presenti da quando abbiamo coscienza.
Organizzatori del più bel festival mai visto in città: una delle vie più cagone di Verona chiusa al traffico e completamente imballata di gente per 3 serate di funky, jazz, blues, reggae. Era il vero Carega Jazz Festival. L'hanno fatto chiudere.
Idoli della nostra amministrazione, guru del vicinato e argomento favorito de l'Arena: onnipresenti sulle cronache locali. Robe da fare invidia a Gabriele Paolini.
Un mio amico brasiliano li considera l'unico posto a Verona dove bere Caipirinha: ci credo anche se è brasiliano. E anche i Mojto si battono alla grande.
La verà figata? Lo spazio fuori! Con i tavoli in legno, comodi e caldi... ah no, glieli hanno fatti rimuovere. Vabbè, la piazzetta è sempre meravigliosa.
Mai stati troppo loquaci, a volte un po' scorbutici ma se vuoi una bici te la noleggiano e se parli di GS puoi andare avanti per ore.
Già che c'eravamo abbiamo fatto un paio di domande al Puglie: enjoy!
Come mai hai pensato di aprire un'osteria? Che tipo di osteria è La Carega?
a) da tempo si pensava di aprire un locale ed ecco che ci comprare La Carega, osteria che abbiamo frequentato da giovincelli e che poi è rimasta chiusa 10 anni per ristrutturazione del palazzo,ci ha chiamati. Abbiamo aperto il 21-6-2002
Hai un aneddoto da raccontare su Osteria Carega?
Pensi che il tuo negozio stia "bene" a Verona? Lo immagini anche fuori da questa città?
Perchè un turista non può perdere Osteria Carega?
Hidden Verona: Wild Lily
Wild Lily
Negozio di abbigliamento made in Verona / Fashion shop made in Verona
Vicolo San Marco in Foro 2/A | 37121
Ragazze.
2-3 o 5-6 o 60-61, non abbiamo mai capito quante.
Ma ragazze
Che disegnano le proprie collezioni di vestiti
Moda, quindi. Fashion
Collezioni che vengono realizzate qua nei dintorni.
Che poi rivendono in uno splendido negozio al Campidoglio.
Ad un passo dal pozzo dell’Amore.
Non è casuale.
Almeno il fato non è casuale. Secondo noi.
Perché qua dentro c’è un po’ di quella atmosfera. Delicata come un petalo di calla.
O la carezza di una mano vellutata.
Vestiti leggeri, svolazzanti, delicati.
Tanta Francia, ma anche un po' di Giappone con un tè inglese alle 5 del pomeriggio.
Imperdibile. Puntuale.
Adolescente, a volte un po' infantile, ma sotto sotto donna.
Vestiti da donna.
Vestiti che come il negozio sono carichi di colori.
Colori tenui. Colori pastello con una predilezione per i toni del rosa e dintorni.
Pochi elementi. Tendenzialmente piccoli. Mignon. Dettagli rimpiccioliti.
Un po’ di ghirigori qua e là.
Un po’ tutto galleggiante, svolazzante, sospeso.
Atmosfera eterea.
Non come i Postbong Band.
Eterea nel senso dei petali
E profumo.
Buon profumo.
Se chiudeste gli occhi sentireste parlare in francese.
Ma il nome è in inglese.
Wild Lily il nome del negozio. E della collezione.
http://wildlilyverona.com/ il sito.
Salmon Lebon
Hidden Verona: Libreria Antiquaria Perini
Libreria Antiquaria Perini | Via Sciesa 11 | 37122
Perchè hai pensato ad un negozio di questo tipo? Secondo te il tuo negozio è diverso dagli altri che vendono oggetti di antiquariato?
Il nostro negozio è stato fondato 50 anni fa dai nostri genitori e quindi noi siamo cresciuti in mezzo a libri e incisioni d’epoca.
Impossibile quindi non ereditare anche la passione e la voglia di continuare la tradizione di famiglia.
Hai un aneddoto da raccontare sul negozio Libreria Antiquaria Perini?
Pensi che il tuo negozio stia "bene" a Verona? Lo immagini anche fuori da questa città?
Perchè un turista non può perdere Libreria Antiquaria Perini?
In un mondo che si sta sempre più omologando e che ripropone in tutte le città le stesse catene di negozi, ci piace pensare di essere un piccolo mondo a parte che il turista non può ritrovare altrove, con la possibilità di portare con sé un souvenir originale della nostra città.
Alberto Perini
CONVENZIONE
SCONTO minimo del 10% sugli acquisti effettuati
SERVIZIO speciale per il cliente, consegna gratuita della stampa a casa o in albergo.
Hidden Verona: Captaincake
Captaincake | Via Negrelli 73
Pasticceria Artigianale | Handmade patisserie
Stadio, inteso come quartiere.
Non è esattamente meta turistica. Vive soprattutto nel weekend, in talune giornate è meglio augurarsi di non finirci in mezzo: battaglie vere all’orizzonte.
Ma. C’è sempre un “MA”.
C’è sempre quel filo d’erba che testardo, cocciuto si infila tra le crepe dell’asfato e colorato si staglia nel grigiore.
Bene allo stadio, più che un filo d’erba, c’è della glassa di zucchero. C’è un puffetto dolce e morbidoso, tondo e goloso. Ha la forma di un cupcake e si infila tra un condominio e un marciapiede in via Negrelli 73.
Fai attenzione, potresti non vederlo di primo acchitto. Ma ti dà una mano; oltre a vederlo, puoi annusarlo. Fidati del tuo naso.
E ti porta in un piccolo angolo di paradiso, colori pastello e tatuaggi che traspirano femminilità. Non è necessariamente quella a cui sei abituato, non è propriamente l’estetica della nonnina che fa i dolci, tantomeno quella della pasticceria anni ‘90. E’ qualcosa di diverso che sa molto di internazionale, di un posto che potrebbe essere a Berlino come ad Ortigia, dolce ma non stucchevole, moderno ma non minimal, vecchio ma non vintage. E’ un posto che è immediata espressione di una persona, dei suoi gusto, delle sue idee e delle sue passioni. E’ la Flo.
Non mi stupirei trovarla ad un concerto metal con il grembiulino ricamato mentre porge le sue piccole paffute creazioni ad un gruppo di barbuti e tatuati Hells Angels intenti a limonare.
Non lo so, a me fa impazzire. Andate a vederlo, andate a trovarla e soprattutto andate ad assaggiare le sue prelibatezze.
Un gioiellino allo Stadio. E portateci un capo curva prima della partita: diventerà un orsacchiotto anche lui.
Salmon Lebon
Perchè hai pensato ad un negozio di dolci di questo tipo? Secondo te il tuo negozio è diverso dagli altri che vendono dolci?
Perché va d'accordo con le altre mie passioni: le cose vecchie, le cose buone, le cose belle. Credo lo sia, diverso. O, forse, è piuttosto decisamente personale.
Hai un aneddoto da raccontare sul negozio CaptainCake?
Pensi che il tuo negozio stia "bene" a Verona?
Perchè un turista non può perdere Captaincake?
Perché, pur non essendo prodotti tipici della pasticceria italiana, di italiano trovano la qualità delle materie prime, la cura nella preparazione e dei dettagli. Inoltre, possono passare un po' di tempo in un luogo sereno e sorridente.
Stadio, as the suburb. Not exactly your tourist attraction. It's living especially in the weekends. Some Sundays you better not to go there: true battles on the horizon.
But,
There's alwyas a "but".
There's always that blade of grass that stubborn passes through the asphalt and colourfuls it stands out in the greyness.
At the Stadio, more than a blade of grass, there is some sugar glaze. It's a kind of sweat and soft mushroom, round and greed. It has got the cupcake shape and gets through a buildins and a pathway in via Negrelli 73
Be careful, you could not to see it at the first glance.
But it helps you; other than seeing it you can smelli it. Trust your nose.
And it takes you in a small corner, pastels. and tattoos which transpir femininity. It's not necessarily what you expect , it's not the aesthetics of your granny making cakes, not even the 90's patisserie. It's something different that has got an internation flavour, a place that could be in Berlin as in Ortigia. Sweet but not nauseating, contemporary but not minimal, old but not vintage. It's a place which is expression of a person, of her taste, ideas and passions. It's Flo.
I wouldn't get surprised to meet her at a metal concert wearing an embroidered apron while gives her small plump creations to a beardy and tattoo group of Hells Angels.
I don't know, it just drives me crazy. Go to visit it, go to visit her and, most of all, go to taste her specialties.
A small diamond at Stadio. And take there also a leader of hooligans: he'll become a teddy bear.
Hidden Verona: Dischi Volanti
Negozi di dischi indipendente / indipendent records store
Dischi Volanti | via Fama 7a | 37121
Hidden Verona: Folks
Folks
Abbigliamento, libri, dischi e molto altro / Clothing, books, vinyls & more
Folks | via Sole 7 | 37121
Entri da Folks, in uno dei quartieri più belli della Verona vecchia.
Il quartiere della Carega, quartiere popolare fino a qualche anno fa, dove c'erano i bordelli e le battone attendevano gli affezionati clienti sull'uscio di casa (chiusa).
Ora quartiere chic, dove neanche un concerto si può più fare. C'è chi ci ha provato, ma niente. Troppe persone importanti con troppe da cose da fare perderebbero 2 notti del loro sonno importante.
E' qua, in questo contesto che trova posto Folks. Non sappiamo neanche come definirlo, non ci interessa.
Una coppia ti accoglie e sei a casa.
Lui, grande e grosso con le sopracciglia a lince: Nico. Ti saluta con il vocione che lo sentono anche fuori, ti dà una pacca che sputi le ultime 2 cene. E in un attimo ti parla di Milano, Ben Harper e skate.
Lei, piccolina, minuta, con gli occhi dolci da orientale che sorridono come neanche Myazaki è mai riuscito a far sorridere i suoi personaggi. Ti viene incontro, bocca spalancata e sorridente e braccia pronte ad abbracciarti.
Folks. Loro sono Folks! Che coppia goal che sono, che bella coppia!!
Avete presente il detto che dietro ogni grande uomo c'è una grande donna. Eccoli qua.
Gli chiedi di fare un'intervista. Figurati se Nico ti risponde.
Non sa che dire; non ce la fa. E' troppo timido; ti dice "va sul sito" e lì c'è scritto tutto...
Ci tiene solo a precisare che non è abbigliamento "fashion" il suo.
Insisti ancora un po' e gli spieghi che è per loro che lo fai; ma nada. Nico non parla di sè, non parla di loro.
Nico non è parole, Anna non è fuffa.
E' tutto lì.
Non sono un negozio, sono una piccola casa, sono un piccolo mondo.
Ci sono vestiti. Capirete voi se sono belli o meno.
Ci sono libri, vinili, riviste, divani... andateci e chiacchiererete. E sorriderete.
ll nostro tentativo di intervistarli è stato un fallimento.
Se volete conoscerli, andate in via Sole e capirete da voi.
P.S. e occio al pelà! Da qualche tempo c'è Cristiano. Lo sguardo dice tutto...
Sabato compiono 5 anni; e hanno chiamato Luca Barcellona per festeggiare.
Vedi qua: http://www.salmonmagazine.com/event/verona/cosa-fare/evento/folks-verona-luca-barcellona/
You walk in Folks, in one of the best suburbs in the old part of Verona
It's the Carega block, workin-class district till few years ago, where whorehouses were and the prostitutes stood waitinf for their customers at the door.
Now it's chic, not even a live concert can be done. Somebody tried, but no way. Too many important people with too many important things to do who miss too many and quiet nights to sleep.
It's her, in such a place where Folks is based. We don't even know how to define it. We don't care.
A couple of folks welcomes you.
He is tall and big with eyebrows like a lynx: he is Nico. A big voice which says hi to you; you can hear him also from outside; he pocks you and you vomit the last 2 dinners. In a while he stars speaking 'bout Milan, Ben Harper and skateboarding.
She is shorter, small with sweat japanese eyes which smile like not even a Myazaki character can do. She comes towards you, smiling and already ready to hug you.
Folks. They are Folks! What a couple, a beautiful couple!
You know that behind each big man stands a big girl?! Here we go.
You would like to make an interview. Nico doesn't even reply.
He doesn't know what to say. Too shy, he can't do it. " Go to the website. There is everything..." he says.
You can try to insist a little bit and to explain you are doing it for them; no way. Nico doesn't talk about himself, about themselves.
Nico is not chatting, Anna is not "bla bla".
Everything you want to know is in the shop.
Not even a shop, but a house, a small world.
You can find clothes, vinyls, magazines, sofas... go there and meet them. And you will start smiling.
We tried to interview them and we failed.
P.S. pay attention to the bold one. He is there from a while. His eyes are enough...









